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pubblicato da Administrator il 2012-06-04 08:49:41

“Tutto è cominciato con una di quelle semplici domande che spesso ti rivolgono i ragazzi. Mentre facevo colazione, i miei pensieri sono stati interrotti dal mio primogenito Christian, diciassettenne, che appena finitala scuola stava riflettendo sul suo futuro. ‘Mi piacerebbe molto diventare un giornalista’ disse.” Ma come sarà il lavoro del futuro? Come lavoreremo e come penseremo il nostro lavoro nel 2025? E nel 2050?

Da queste domande nasce Il Salto (ed. Il Saggiatore), libro-ricerca dell’economista di fama mondiale LyndaGratton. Una lettura che parla a tutte noi che ogni giorno investiamo su noi stesse e le nostre capacità per cercare di vivere la vita che vogliamo.

Grandi forze, afferma l’autrice, stanno sconvolgendo l’economia, l’ambiente e il vivere insieme: l’innovazione tecnologica, la globalizzazione, la trasformazione demografica, la riduzione delle risorse naturali… Ognuna di queste forze ha aspetti negativi che possono portare verso un futuro di isolamento, frammentazione,esclusione e narcisismo. Quello che Gratton chiama il “Futuro del Default”, usando una terminologia divenuta tristemente in questo nostro tempo di crisi.

Che fare allora?Una cosa è certa: è inutile cercare risposte per il futuro guardando al passato. Molti degli aspetti del lavoro che negli ultimi decenni abbiamo dato per scontato - “lavorare dalle nove alle cinque,rimanere sempre nella stessa azienda, passare del tempo in famiglia,prendersi dei fine settimana liberi, lavorare con persone che conosciamo bene” – stanno cominciando a scomparire. Quel che sta arrivando non è facile da conoscere e capire. Ma bisogna provare a intravvedere strade nuove.

LyndaGratton ne indica chiaramente una, come antidoto al Default: il “Futuro Creattivo”, dove le persone sperimenteranno nuovi modi di lavorare, con forme imprenditoriali di cooperazione e condivisione del lavoro e impegnandosi in imprese che perseguono scopi sociali e ambientali.

Per arrivarci bisogna compiere tre salti:

Primo salto: abbandonare l’idea di dover possedere competenze generaliste e sviluppare in maniera specialistica le propria capacità: “prevedo che per creare davvero valore nel futuro ti servirà quella che chiamo “vera maestria’”, scrive l’economista di Londra;

Secondo Salto: mettere in discussione le nostre convinzioni sul ruolo dell’individualismo e della competizione nel costruire vite lavorative appaganti e carriere di successo: molto più importante è coltivare un network umano e professionale fatto di condivisione della creatività, di impegno sociale e collaborazione;

Terzo Salto: puntare sul capitale emotivo rispettando se stessi per vivere felici e lavorare in armonia con i propri valori.

I lavoratori e le lavoratrici del futuro dovranno insomma diventare micro-imprenditori/trici, mettendo competenze, creatività, relazioni ed emozioni al servizio del proprio progetto di vita, in equilibrio con i propri bisogni, con gli altri e con l’ambiente.

Compiendo questi salti, ci dice Lynda Gratton, ci attrezziamo per costruirci un’esistenza che ci entusiasmi, ci soddisfi e crei valore per noi e per la nostra comunità.

Solo così possiamo pensare di combattere le forze della frammentazione, dell’isolamento e dell’esclusione.

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