Warning: Illegal string offset 'file' in /home/micocci1/public_html/cake/libs/debugger.php on line 632

Warning: Illegal string offset 'line' in /home/micocci1/public_html/cake/libs/debugger.php on line 632
Warning (2): mysql_connect() [function.mysql-connect]: Headers and client library minor version mismatch. Headers:50554 Library:50637 [CORE/cake/libs/model/datasources/dbo/dbo_mysql.php, line 561]
Blog | SpazioD

Login to SpazioD

Nuovi utenti

Se non sei ancora utente di SpazioD, registrati!
Registrati
Accedi con Google
Home tematica Forum Blog Il mio Blog
Cerca il Blog
                               mostra tutti i blogger attivi   mostra tutti i post
Torna alla home del blog
pubblicato da Administrator il 2012-11-20 09:44:26

di Laura Matteucci, da l'Unità del 19 novembre 2012

LE PAROLE CHIAVE SONO TRE: DONNA, IMPRESA, ECOSOSTENIBILITÀ. Al di là dei dati statistici ufficiali, a lato dei più  classici circuiti di produzione e commercializzazione, prende corpo una truppa di donne che hanno iniziato per passione e senso etico, e che hanno finito col fare impresa. Sono per lo più architette, designer, grafiche, ma anche persone che hanno all’attivo esperienze lavorative del tutto diverse, e in genere giovani, le più sensibili al tema dell’ecosostenibilità. Si ritroveranno a Milano in una trentina dal 22 al 25 novembre per le quattro giornate di Natura Donna Impresa verso Expo 2015 (Spazio Asti 17), ad esporre accessori, gioielli, abiti e oggetti di design, tutti rigorosamente «ecofriendly».

(Ri)usano vecchi rubinetti, lampade, ganci di tende, linguette di lattine aperte, stoffe di fine produzione, scarti vari di produzione industriale: li reinventano, ne fanno oggetti dalle forme e dalla funzionalità lontanissime da quel- le con cui erano nati, e li vendono on-line, negli show-room, in alcuni negozi.

Chiara Trentin, in arte Chimajarno, ora 34 anni, lavorava in ufficio come ragioniera, quando - un paio d’anni fa - giocare con le scatole di bottoni di sua nonna è diventato da hobby anti- stress un lavoro vero e proprio. «Nel 2005 mi sono licenziata - racconta dalla provincia di Venezia, dove abita - e non ho più trovato lavoro nell’immediato. Un po’ alla volta con quei bottoni ho iniziato a costruire bijoux, poi a venderli, poi a cercare bottoni perché quelli della nonna non bastavano più. Mi sono specializzata, ho deciso di seguire questo filone che mi affascina molto». La gran parte arrivano da vecchie mercerie in via di chiusura, sono degli anni tra i 40 e i 70 e in mano a Chimajarno diventano bracciali, spille, anelli, orecchini, ma soprattutto collane. Il tutto in un piccolo laboratorio ricavato in casa, dove lavorare in totale autoproduzione.

STORIE COMUNI

Come spiega Paola Sammarro che, attraverso l’agenzia di comunicazione che divide con Caterina Misuraca, ha organizzato la manifestazione milanese: «L’obiettivo è cercare di capire come arrivare all’Expo con progetti dedicati alle donne e alle imprese». «L’idea da cui siamo partite, già qualche anno fa - continua - è quella di mettere in rete donne che operano in modo ecosostenibile. In questo c’è molta autoproduzione, e sicuramente bisogno di investimenti, ma è un settore che sta prendendo piede e che, “grazie” o nonostante la crisi, funziona». Grazie (si fa per dire) perché ci sono donne che approdano all’ecodesign dopo aver perso il proprio lavoro, o non trovandolo affatto, e anche perché i prezzi dei prodotti restano sempre più che accessibili. Risparmiare sulle materie prime, infatti, significa automaticamente anche vendere a cifre accettabili. Il che, ovviamente, aiuta a trovare acquirenti.

L’Atelier Paglia, per dire, produce e confeziona cappotti in puro cachemire rifiniti in seta a 300 euro. Pezzi che sono stati anche selezionati per i Grand design award 2012, tra i più prestigiosi riconoscimenti del settore. All’Atelier, che ha base a Milano, lavorano tre sorelle - novelle Fontana dell’alta moda - tra i 20 e i 35 anni, un’architetta, una designer e una grafica: ideano e producono prototipi per collezioni donna e accessori, recuperando sete che altri- menti andrebbero al macero, prove di stampa per le collezioni, stoffe di fine produzione che i magazzini non riescono più a vendere ai negozi perché troppo corte.

Anche loro hanno iniziato un po’ per gioco un paio d’anni fa, ma ormai il gioco sta prendendo il volo: «La scommessa - racconta Francesca Paglia - è di mettere insieme il concetto di “etico” e quello di “bello”, in un lavoro che si possa anche conciliare con i tempi della fami- glia». La crisi non ha impedito alle collezioni Paglia di incontrare un pubblico sempre più diffuso: «C’è molta voglia di cercare vestiti particolari che, se non possono essere di Armani, non siano però nemmeno di Zara», spiega ancora una delle tre titolari.

A Pescara invece vive e lavora la 31enne Sandra Faggiano che, da architetta, è diventata una designer specializzata in oggetti d’arredo e accessori per la casa, come i poggiapiedi creati con scarti di feltro. «La sensibilità per l’ecosostenibilità - spiega - è molto diffusa tra i giovani, e sempre più anche nelle grandi aziende. Il problema per chi inizia è in genere quello finanziario, però è vero che, soprattutto negli ultimi tempi, sono parecchie le istituzioni - Regioni, Province - che sovvenzionano questo tipo di produzione: al sud, per esempio, si sta muovendo molto soprattutto la Regione Puglia. E non solo in termini di appoggio finanziario all’imprenditoria giovanile e femminile, ma anche di organizzazione di festival e manifestazioni dedicati dove esporre e farsi conoscere».

blog comments powered by Disqus
▶ Archivio (58) ▼ Archivio (58)
▶ 2012 ▼ 2012
ULTIMI ISCRITTI
Warning (2): Invalid argument supplied for foreach() [APP/views/themed/spd/elements/ultimi_iscritti.ctp, line 5]
Sito patrocinato da
Fondazione Vodafone Donna Moderna