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pubblicato da Administrator il 2013-02-28 09:29:00

Scrivo questo post mentre il mio Paese pare ancora intontito da un risultato elettorale quanto mai incerto. Ma non è questa la sede per parlare delle elezioni 2013, lasciamo l’esito di queste ultime alle analisi di dotti politologi o sociologi che mi auguro possano spiegarci cosa sta succedendo e soprattutto cosa succederà di qui a breve in questa Italia martoriata.

Quello di cui mi interessa parlare oggi è l’esultanza dimostrata da alcuni sostenitori del Movimento 5 Stelle per la massiccia presenza di donne all’interno del neo partito: che si condividano o meno le idee e gli intenti di quest’ultimo, ciò che mi preoccupa e mi inquieta è quello che mi pare un vago spirito acritico su queste questioni. Si tratta senza dubbio di un enorme passo avanti in un mondo, quello dei partiti, tradizionalmente dominato dagli uomini. E tuttavia, prima di esultare, è necessario riflettere ad un livello più ampio sulla presenza femminile nell’arena pubblica. Va da sé che giovane e donna non sono caratteristiche che per forza di cose garantiscano integrità, preparazione e spiccata intellighenzia politica. E’ per  questo che io le quote rosa non le voglio. E non voglio alcun provvedimento che elevi queste ultime a  istituzione nel mondo politico o in quello aziendale.  Non credo assolutamente che siano le quote rosa a garantire la parità dei sessi, ferma restando la mia viva convinzione che una più massiccia presenza femminile all’interno della politica e delle aziende sia quanto mai auspicabile, anche per rendere più “viva” e competitiva l’economia del Vecchio Continente.  E mentre la Commissione Europea si affanna ad adottare misure e provvedimenti perché i grandi gruppi aziendali assicurino una quota minima del 40% per il sesso sottorappresentato tra i membri non esecutivi dei CdA, io vorrei soltanto che nei Paesi dell’Unione vengano promossi  tutti quei servizi che consentirebbero alle donne  di studiare, lavorare e prendersi cura della propria famiglia senza sacrificare nessuna di queste sfere e senza soccombere:  asili nido aziendali e all’interno delle università, promozione di nuove e più elastiche forme lavorative, un welfare specie in ambito sanitario più capillare ed efficiente. Sono questi i capisaldi da cui ripartire. Sono certa che se faremo passi avanti in questi ambiti, non ci sarà più bisogno delle imbarazzanti quote rosa perché le donne sono perfettamente ed egregiamente in grado di prendersi la loro rivincita e conquistare le posizioni che meritano.

 

Marianna Lentini

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pubblicato da Administrator il 2013-02-20 08:37:00
Qualche giorno fa ho letto su corriere.it un interessante articolo su una nuova forma lavorativa, l’homeworking e sulla community online nata intorno ad  essa. L’articolo raccontava, infatti, di come alcune “homewoker” si siano riunite attorno al sito www.ufficioincasa.it, un vero e proprio social network, nato per scambiarsi idee e consigli, evitando così di isolarsi lavorando in casa. Ma quello che più mi aveva colpito era proprio l’esperienza di un piccolo gruppo di donne che rinunciano al loro lavoro per mettersi in proprio e scoprire i vantaggi di potersi organizzare la giornata e ritmi lavorativi, abbattendo costi di trasporto e conciliando vita professionale, personale e sociale.
E ancora, una volta iniziata la nostra avventura con SpazioD, mi è capitato di sentir parlare di quella che fino a poco tempo fa sembrava essere una pioneristica forma di lavoro e che oggi si sta, invece, diffondendo sempre di più nelle grandi città, il coworking, vale a dire, come spiega Wikipedia,“uno stile lavorativo che coinvolge la condivisione di un ambiente di lavoro, spesso un ufficio, mantenendo un'attività indipendente.”
Così ho iniziato a riflettere più in generale sull’impegno di SpazioD sul fronte dei servizi salvatempo, sulle nuove forme lavorative di cui sopra, sulle sempre maggiori difficoltà che noi donne siamo costrette ad affrontare nella worklife/homelife balance e infine sull’ancor più triste panorama che sembra palesarsi davanti a noi in tempi di crisi economica profonda, in cui ad essere tagliati per primi sono i fondi destinati al welfare.
Mi sono ritrovata a chiedermi per quale oscura e incomprensibile ragione, davanti agli indubbi vantaggi offerti da queste nuove forme lavorative, vantaggi non solo in termini economici, ma anche di tempo e di sostenibilità ambientale, nel nostro Paese ci siano ancora molte, troppe resistenze culturali rispetto a queste belle novità nell’organizzazione del lavoro, per ora appannaggio unicamente di free lance e consulenti che lavorano in proprio o dei sempre illuminati Paesi del Nord Europa, da sempre all’avanguardia su questo fronte. Il mondo aziendale in Italia, invece, è ancora molto restio a fare ai propri dipendenti queste “concessioni”, come se la compresenza fisica fosse  l’unica garanzia del corretto svolgimento dei propri compiti.  Mi auguro che la profonda crisi che stiamo attraversando sia anche un’occasione per ripensare alla nostra organizzazione del lavoro e sperimentarne una nuova, più sostenibile e auspicabile.
 
Marianna Lentini
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pubblicato da Administrator il 2013-02-13 23:10:00

Il 14 febbraio per molti è sinonimo della festa degli innamorati. Una data non scelta a caso per un’iniziativa molto speciale dedicata alle donne. Quest’anno, infatti, il giorno di San Valentino acquisterà una luce nuova, meno melensa e più concreta: sarà il giorno dedicato a #OneBillionRising, una vera e propria festa globale per dire basta alla violenza sulle donne, un inedito flash mob di livello mondiale, organizzato da Eve Ensler, l’autrice della celebre piéce teatrale “I monologhi della vagina” e ideatrice del V-Day che si celebra ormai da diversi anni.

Sulle note del pezzo “Break the chain” (Rompi le catene), #OneBillionRising coinvolgerà un miliardo di donne, e molto probabilmente anche moltissimi uomini ci auguriamo, in tutto il pianeta, in una coreografia che vuole essere il primo passo verso un grande cambiamento: fermare per sempre l’atrocità della violenza sulle donne. Nel 2013 ancora una donna su tre al mondo subisce violenze. E il nostro Paese è lo specchio di questa terribile realtà: basti pensare al numero crescente di omicidi e di brutalità perpetrati ogni giorno all’interno delle stesse mura domestiche, per comprendere l’urgenza di eliminare per sempre questa barbarie ed essere noi stesse fattori di cambiamento, facendo sentire la nostra voce.

Nel nostro Paese hanno aderito all’iniziativa ben 750 città. Trovate l’elenco completo sulla pagina dell’iniziativa.

Partecipiamo tutte a #OneBillionRising, twittando ma anche ballando!

Di seguito il video per imparare la coreografia insieme alla coreografa Debbie Allen.

Ecco alcuni dei tweet con hashtag #OneBillionRising

Beatriz Cardona @beatrizcardona

San Valentín va a tomar un nuevo sentido:1Bi de mujeres en todo el mundo vamos a salir a bailar #onebillionraising http://www.onebillionrising.org

vichi demarchi @vichidemarchi

#onebillionraising 14 Febbraio, una danza flashmob contro la violenza sulle donne. in tutto il mondo. Danza, linguaggio universale.

YES! Magazine @yesmagazine

"I think dance is the greatest form of revolution" — Eve Ensler

(@eveensler) http://ow.ly/fF7ZZ #vday #onebillionrising

 

          
 
Marianna Lentini
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pubblicato da Administrator il 2013-02-08 13:22:35

 

Una nuova iniziativa per valorizzare i talenti al femminile, alla stessa stregua di quanto noi facciamo ogni giorno con SpazioD.  Il web come spazio di incontro ed emporwement, che non solo sopperisce alle mancanze del welfare italiano, così deficitario su questo piano, ma pare supportare e spingere inedite esperienze e forme lavorative nella sfera femminile: sono queste le tematiche che verranno toccate ed approfondite nel corso di Talent Donna, un'iniziativa che prenderà il via il prossimo mese a Milano e che mira, attraverso uno specifico percorso formativo, a fornire alle donne gli strumenti giusti per avviare il proprio business, servendosi delle numerose potenzialità del web. Da marzo a settembre,  dunque, Milano sarà la cornice di  sei workshop su tematiche oggi essenziali: personal branding, uso professionale dei social network, creazione di un business blog. Tutti strumenti importanti e decisivi per  le donne che, nell’avviare una nuova attività, intendano sfruttare la rete ei suoi vantaggi.

Ma non solo: Talent Donna è anche un format inedito e speciale che vede l'esistenza, accanto ai workshop,   degli "inspiring Happy Hour", occasioni per fare networking e creare scambi sinergici tra le partecipanti.

Il tutto all’interno di uno spazio di coworking, il Talent Garden Milano, vero e proprio incubatore di idee nel quale l’energia della rete prende forma, frequentato da startupper e freelance e nel quale  sarà possibile, durante i workshop, portare i propri figli.

Noi di SpazioD ci saremo il prossimo lunedì 11 febbraio alla presentazione di questa interessante iniziativa, in linea con la nostra mission. Perché non finiremo mai di credere che si possa oggi, attraverso il web, creare, come accadeva un tempo, quelle reti sociali così preziose per la complicata vita di noi donne.

E voi ci sarete?

Il programma del percorso è disponibile sul sito di Talent Donna .

Early booking per chi si iscrive entro il 20 febbraio.

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pubblicato da Administrator il 2013-01-19 00:26:00

In Italia stanno aumentando le richieste per le consegne tramite Bike messenger e pony express ecologici.
Le prime realtà a Milano ove in meno di quattro anni la presenza sul territorio si è radicata e il servizio è sempre più richiesto. E così il pony express in bici (o bike messenger) pedalata dopo pedalata ha fatto molta strada e oggi è presente in diverse città si possono vedere per le vie di Roma, Firenze, Bologna, Parma, Bari, Venezia, Palermo, Catania, Carpi e ora anche a Torino.

Il fenomeno, analizzato in un'inchiesta dell'Adnkronos a firma di Paolo Bellino, in Italia è in costante crescita grazie alla somma di più fattori: la riscoperta della bicicletta (e la campagna #salvaiciclisti ne è un esempio), la crisi economica che spinge ad aguzzare l'ingegno, ma anche il costo della benzina.
SpazioD è felice di ospitare questo servizio sul proprio portale presente sia nella sezione dei servizi offerti alle aziende che in quella ai privati, offerto da pony0emissioni.

PonyØemissioni si occupa del ritiro e della consegna di qualsiasi materiale direttamente a domicilio a zero impatto acustico e ambientale; corrispondenza, trasporto posta, documenti cartacei, pacchi, raccomandate (aut. 15/12/12) o qualunque cosa vi venga in mente; con i loro zaini o con i loro mezzi cargo (autorizzati anche al trasporto alimentare di carni e formaggi freschi) offre il servizio in tutto il comune di Torino.
Vi possono portare il pane a casa, l’aspirina, andarvi a ritirare le chiavi in ferramenta, le foto, portare regali o mazzi di fiori, libri,vini e giornali, distribuire la vostra posta con spedizioni singole o multiple. Hanno inoltre sempre a disposizione circa 50 euro per le vostre commissioni (per cifre superiori è necessario comunicare l’importo precedentemente).  Si muovono veloci in tutta la città (Ztl compresa naturalmente!) con il sole, con la pioggia o con la neve.

Pony0emissioni è il nostro servizio "salvatempo" d'eccellenza torinese: meno inquinamento, maggior conciliazione famiglia-lavoro e quindi migliore qualità della vita!

Prenotate Pony0emissioni da SpazioD, dopo aver ricercato il servizio in Torino. Pony0emissioni vi risponderà in giornata !

Buona Pedalata e buone commissioni con Pony0emissioni!

                                                 

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